I Mondiali 2022 di Calcio in Qatar

Il gioco del calcio, a volte, travalica i propri confini ed intorno ad esso gravitano cose che non sono strettamente aderenti all’agonismo. È questo il caso dei Mondiali 2022 che dovrebbero tenersi in Qatar, il condizionale non è d’obbligo, ma viste le ultime notizie è preferibile, poiché, a così tanta distanza dalla sua attuazione, questa competizione sta già sollevando polveroni, scuotendo vespai e, tutto sommato, facendo parlare di sé.

Ma partiamo dall’inizio, ovvero perché il Qatar? Tutto nasce dalle regole adottate dalla FIFA che impongono un lasso di tempo di 3 anni prima che una confederazione possa ospitare nuovamente il mondiale di calcio. Considerando questa norma e, preso atto che gli ultimi Mondiali si sono disputati in Africa e Sud America e che i prossimi si svolgeranno in Europa con quello di Russia 2018, tra i continenti possibili l’ha spuntata proprio l’Emirato, surclassando Stati Uniti, Corea del Sud e Australia.

La scelta della FIFA ha premiato il Qatar che per i campionati del mondo del 2022 si è impegnato in un’opera colossale e, a quanto pare, costosissima. Infatti degli 11 stadi in cui presumibilmente si giocherà la fase finale della competizione solo 2 sono già pronti ad essere utilizzati, gli altri 9, invece sono tutti in fase di realizzazione.

Secondo le indiscrezioni, la più piccola, si fa per dire, di queste arene potrà contenere intorno alle 44mila persone, mentre lo stadio che dovrebbe ospitare la finale, ovvero il Lusail Iconic Stadium di Lusail City, avrà una capienza atta ad accogliere poco meno di 87mila tifosi.

Ma veniamo alle polemiche che aleggiano già da ora intorno ai mondiali del 2022 in Qatar. I primi e giusti lamenti riguardano, purtroppo, la condizione dei lavoratori che si stanno occupando di mettere in piedi il titanico impianto di infrastrutture che dovrà ospitare le partite del torneo.

Una recente inchiesta, infatti, ha portato alla luce delle situazioni poco edificanti riguardo a queste opere ed al trattamento riservato agli operai che vi lavorano. La FIFA risponde dichiarando di volerci veder chiaro e promette di seguire più da vicino tutta la faccenda.

Un altro intoppo all’attuazione della competizione, invece, nasce da una causa di forze maggiori, ovvero il clima torrido della nazione ospitante. I Mondiali si sono da sempre tenuti nel periodo che va da giugno a Luglio, bene, proprio in quel periodo in Qatar si registrano temperature di 40 gradi che renderebbero infernali le partite, sia per i giocatori che per i tifosi che accorreranno per assistere alla manifestazione.

Nonostante l’Emirato si sia portato avanti, munendo tutti gli stadi di un sistema di raffreddamento, rimane la questione che, parafrasando Blatter, non si possa raffreddare l’intero Qatar. Questa situazione porta con sé un altro problema, quello dello slittamento.

Per il mondiali 2022 si inizia ad ipotizzare,  uno scenario invernale che, per la prima volta nella storia, vedrebbe questa competizione giocata durante l’inverno tra novembre e dicembre. Le polemiche suscitate dall’eventualità che ciò accada sul serio sono dovute anche al conflitto di interessi che si verrebbe a creare tra la competizione internazionale ed i campionati nazionali delle squadre partecipanti.

In ultima analisi, lo spettacolo del calcio non smetterà mai di stupirci che sia tra gli spalti di uno stadio o fuori da essi.

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